Capitan America è nero

Grandi novità nei fumetti della Marvel, che faranno sicuramente rumore.
Per decenni, i fumetti sono stati a colori, ma ora davvero riflettono l’intera gamma cromatica della società americana.
Il nuovo Capitan America è nero. Thor è una donna, Spider-Man è mezzo portoricano e Miss Marvel è musulmana.
I fumetti dei supereroi Mainstream – la moderna Mitologia America - sono stati ridisegnati in contrasto con l’immagine stereotipata del maschio bianco dai capelli castani, e gli occhi azzurri, a favore di un mondo di paladini multicolori, multi religiosi e multi gender, per riflettere la maggiore diversità del pubblico.
“La società è cambiata, altrettanto devono farlo pure i supereroi”, ha dichiarato Axel Alonso, caporedattore della Marvel Comics, che ha debuttato nel N. 1 di novembre di Capitan America con Samuel Wilson, il primo supereroe afro-americano ad indossare l’uniforme rossa, bianca e blu del capitano e lo scudo.
"I ruoli nella società non sono più quelli di una volta. C'è molta più diversità", ha aggiunto Alonso.
Bravo Axel, è una vita che lo diciamo…

Qui l’intero articolo.

La diversità del movimento #BlackLivesMatter

La diversità del movimento.
Espressione adorabile, soprattutto perché evidente.
Basta avere occhi per guardare.
Tra i volti dei presenti alla recente marcia dei migliaia a New York per protestare contro le violenze e le aggressioni della polizia ai danni dei neri americani:

Jason Dincauze, 32 anni, scrittore di New York

Andre, 47 anni, conduttore radiofonico del Queens

Ellen Rider, 74 anni, pensionata di Brooklyn

Kahdeem Cohens, 19 anni, studente alla Princeton University

Darlene Livingston, 72 anni, pensionata di Staten Island

Lucy Sun, 25 anni, consulente manageriale di Harlem

Carole Armstrong, 54 anni, agente immobiliare di Manhattan
Tammie David, 20 anni, studente di Manhattan

E altri.

Il resto qui.

La diversità etnica è minacciata dai cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico è un fenomeno che minaccia la diversità etnica del pianeta, indipendentemente dal fatto che siate neri, chiari o meticci, povero o ricco, se apparteniate a paesi sviluppati o in via di sviluppo, capitalisti o socialisti.Ciò è riconosciuto da tutti i funzionari di alto livello in occasione del vertice sui cambiamenti climatici (COP-20), che riunisce i delegati di 195 nazioni, le quali hanno firmato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
La lotta contro il cambiamento climatico richiede impegno reale e non retorica.
A questo summit, che si svolge a Lima, capitale del Perù, un gruppo di bambini peruviani ha consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon una scatola con più di due milioni di firme a favore dell'ambiente.
Il tempo è ora, la decisione di sviluppare piani per ridurre i gas a effetto serra, perché è il momento di combattere il cuore del cambiamento climatico, hanno dichiarato ieri i presidenti dei paesi membri dell’Alleanza del Pacifico (Messico, Colombia, Cile e Perù).

Qui l'intero articolo del Diario Cambio de Puebla, Messico.

La diversità delle bambole

Oggi vi proponiamo alcune immagini da USA Today, che in un'interessante ricerca raccontano l'evoluzione della bambola, dai primi anni del secolo scorso ai giorni nostri, in relazione al tema della diversità culturale ed etnica (qui l'intero articolo).













Gli esseri umani più diversi tra di loro sono gli africani

La mappatura genetica dei popoli sub-sahariani sottolinea la ricchezza della diversità.
Il più grande studio fin ora realizzato sulla diversità genetica africana ha gettato nuova luce sugli antichi flussi migratori umani e offre agli scienziati una ricca risorsa per lo sviluppo di migliori trattamenti medici.
Dal momento che il genoma umano è stato mappato per la prima volta dieci anni fa, ci sono stati progressi significativi nella comprensione di come la variazione genetica influenzi la suscettibilità e la resistenza delle persone alle malattie, ma sino ad oggi la maggior parte di questo lavoro è stato svolto in Europa e negli Stati Uniti.
“Dal momento che gli africani sono la popolazione maggiormente diversa geneticamente nel mondo, la ricerca ha il potenziale per contribuire ad una comprensione molto più sfumata dell’interazione tra genetica, ambiente e le malattie e ha implicazioni oltre i confini del continente”, ha dichiarato Raj Ramesar, professore di genetica umana presso l'Università di Città del Capo.
E pensare che per tanti, ancora troppi, gli africani sembrano tutti uguali…

Qui l’intero articolo di Tamar Kahn

Giudicare un arrestato in base all'etnia è razzismo

Arrestato? Fermato, indagato, anche solo additato, volto improvvisamente noto sulla pubblica piazza mediatica.
E innocente fino a prova contraria.
Eccovi, a riguardo, le parole sul New Yorker dello scrittore e professore statunitense William Jelani Cobb, a commento delle recenti uccisioni da parte della polizia americana: le discussioni che sono seguite a queste tragedie si sono in gran parte concentrate sul significato e sulle implicazioni di una definizione peraltro priva di senso: Racial profiling (in pratica, l’utilizzo da parte delle autorità delle caratteristiche etniche e le origini di un individuo quale elemento chiave nel decidere o meno di intervenire con l’arresto o peggio). Niente di meglio illustra il marciume e il potere manipolatorio di tale espressione rispetto al fatto che il nostro dialogo prenda sul serio questo non-termine. Non esiste una cosa come profilo razziale, è semplicemente razzismo. Quali azioni successive, quale scopo logico, questa pratica produce che il razzismo abietto non farebbe altrettanto? La definizione suddetta, cioè che il presunto comportamento di qualsiasi frammento di una popolazione diventi la base per la classificazione nella sua somma, è semplicemente indicato come razzismo.
Come dire, attualissimo anche da noi.

Qui l’intero articolo.

Il cinema di Hollywood è un'industria bianca

Il noto attore e regista Chris Rock ha lanciato in questi giorni una accalorata e dura accusa al cinema statunitense in un articolo sull’Hollywood Reporter.
In esso, Rock spiega cosa vuol dire davvero essere un nero nel mondo dello spettacolo americano.
Non puoi ambire a ruoli di primo piano e in tutti i film di prima fascia non sei mai tra i papabili protagonisti.
Nonostante il talento, non puoi sperare di emergere o venire considerato alla pari dei bianchi.
Le produzioni non considerano sceneggiature scritte da neri con neri in prima fila.
I ruoli sono sempre gli stessi e, talvolta, sono gli stessi autori neri a non osare cambiare le regole, probabilmente sicuri di non trovare altrimenti i finanziamenti.
Quando uno script sembra interessante e arriva alle case di produzione, nonostante l’etnia dei protagonisti sia ininfluente, esse non valutano affatto la possibilità di scegliere attori afro americani per i ruoli di punta.

E vive in America con un presidente nero.
Figuriamoci se vivessi in Italia, Chris…