Diverso, quindi colpevole?

Questo è il titolo del disegno vincitore del concorso organizzato in occasione della Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo, promosso dal Comune di Brugherio in collaborazione con Mutàr e Ghirigoart.
Da ammirare:




Quelli che nella diversità ci credono

Il blog che vi segnaliamo oggi ha un titolo che non può non piacerci: QuellichenellaDiversitàciCredono!
Sotto titolo altrettanto adorabile: che la tua diversità sia la mia ricchezza...

Da tenere d'occhio con assidua continuità, qui.

Concorso di fotografia Centra la diversità

Nel condividere con voi il post che ci è piaciuto oggi, vi indichiamo l'articolo di Colori Vivaci
Magazine, nel quale viene segnalato un estrememante interessante concorso fotografico organizzato dal CENTRA, CENtro Territoriale della Regione Abruzzo contro la discriminazione:
 Sappiamo che tante persone dedicano tempo ed energie per i diritti e l’integrazione dei cittadini stranieri in Abruzzo e in Italia e considerano la diversità come espressione di un Paese dinamico e aperto. Per questo motivo, invitiamo i cittadini a fare una foto di questa preziosa realtà in movimento.

Continua qui, da leggere con cura.

Italiani popolo più geneticamente eterogeneo d'Europa

Il post che ci è piaciuto oggi arriva dal sito Eunews.it:

Gli italiani sono il popolo più eterogeneo d’Europa dal punto di vista genetico. È la conclusione di uno studio realizzato dall’Università la Sapienza di Roma sulle popolazioni del nostro continente.

Continua qui, da leggere assolutamente.

Teatro e Logopedia: stimolare le abilità

Ogni settimana ho un gruppo di ragazzi con DSA. Hanno tutti già fatto teatro con me, pertanto sanno
come si sta sulla scena, da dove si entra e si esce, come si costruisce una gag.
L’altro ieri ho lavorato con loro sulle improvvisazioni: dopo aver diffusamente riepilogato di cosa si tratti, li ho informati che avevano una sedia come unico elemento scenico, ma che avrebbero potuto usarla a piacimento, per il resto erano liberi di recitare inventando quel che preferivano.
Per prima cosa dovevano mettersi d'accordo tra di loro, il che già non è scontato e implica il saper collaborare e ascoltare gli altri.
Poi hanno iniziato l'improvvisazione mentre noi operatrici stavamo ancora parlando.
Questo ha dato a tutti la possibilità di riflettere sull'importanza dell’inizio delle attività: a teatro come fa il pubblico a capire che lo spettacolo sta per iniziare? Perché si spengono le luci, hanno risposto i ragazzi, preparatissimi. Ma noi non eravamo a teatro, quindi chi recita deve cercare di attirare l'attenzione del pubblico che guarda, per far comprendere che si sta per iniziare.
I ragazzi hanno scelto un richiamo sonoro come segnale ed è cominciata l'improvvisazione: ovviamente la prima volta non è stata perfetta, ma è stata l'occasione per far riflettere i ragazzi che, proprio come un tema scolastico, una scena deve avere inizio, svolgimento e fine, e che quando si mettono d'accordo devono focalizzare tutti e tre questi momenti, anche se poi solo recitando svilupperanno tutto al meglio. E' quindi uno stimolo anche all'organizzazione mentale di un argomento che si sviluppa in una sequenza spaziale e temporale, e solo dopo questa organizzazione può svilupparsi la scena (alla stregua di un testo scritto al momento in cui si troveranno a scuola o un componimento orale quando dovranno sostenere un'interrogazione).
Infine ho chiesto loro di trovare un titolo alla scena, che riassumesse in poche parole tutta la storia, e questo ha stimolato un'altra abilità, ovvero quella della sintesi.

Cecilia Moreschi

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Le città creative di Sara Lorusso

Il post che ci è piaciuto oggi è tratto dal blog della giornalista Sara Lorusso:
La diversità, ormai lo sappiamo anche oltre l’adagio popolare, è un fattore positivo.
E se c’è uno spazio in cui la diversità può vedere moltiplicato il proprio valore, è la città.

Continua qui, da leggere.

Storytelling video Auto parlanti dagli Stati Uniti



Alessandro Ghebreigziabiher

Diversità e diversivi

L'articolo che ci è piaciuto oggi è dal foto blog di Andrea Alberti, un post con meravigliose citazioni sulla diversità.
Da leggere e vedere.

Teatro e Logopedia: il giusto ritmo

Qualche giorno fa stavamo lavorando sulla scomposizione dell'azione, una specie di "stop-motion"
fatta a teatro. Un bambino alla volta ha eseguito una azione quotidiana che fa tutti i giorni: arrivare in classe, posare lo zaino, sedersi al banco.
Poi, al suono del battito delle mani della terapista, doveva scomporre tutta questa sequenza di gesti in micro azioni: per ogni battito un passo, poi quando arrivava al banco, un battito per lo zaino a terra, uno per rialzare la schiena, uno per sedersi, uno per sistemare bene le gambe sotto il banco. L'effetto visivo di tutto ciò è come se fosse una sequenza di foto che messe l'una vicina all'altra ricostruiscono per intero l'azione. L'obiettivo terapeutico è la presa di coscienza di cosa faccia il nostro corpo, con quali tempi, in quante parti posso scomporre l’agire, cosa non devo sovrapporre e se il corpo riesce a trovare un suo ritmo, a non accavallare e dare il giusto tempo ad ogni movimento.
In questo modo anche il linguaggio avrà il giusto tempo, ritmo, pausa, fluire.
Alcuni dei nostri bambini parlano fagocitando le parole per la fretta. Altri non riescono a controllare il corpo, ad averne consapevolezza, è come guidare una macchina impazzita che va dove vuole lei e non dove vorresti tu.
Imporre quindi dall'esterno un fare rilassato, con il giusto ritmo, aiuta a trovare il tempo adatto per agire e parlare, che è quello che alberga dentro ciascuno di noi.

Cecilia Moreschi

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