Favola sulla povertà: quando i poveri vedono

Quando i poveri ci vedono, prima o poi capita che si guardino l’un l’altro.
Per contarsi e capirsi alla giusta luce, e per fermare l’ottusa azione che serve a tutti tranne loro.
Immagina la scena in pausa, congelando siffatta astrusità per l’ultima, definitiva volta.
Dissolvenza in entrata: fratello che colpisce fratello, mentre alle spalle dei due il vero ladro del mondo fugge con il maltolto sottratto a casa loro.
Per poi ergersi a baluardo della refurtiva.
A casa sua...

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Articolo sul reato umanitario

Quindi vennero arrestati tutti, ripeto, tutti quelli che in passato hanno votato per pseudo leader politici arricchitisi truffando chiunque senza scrupoli, addirittura interi paesi.
Consideratelo anche questo come un aggiornamento, ovvero completamento del tanto celebrato diritto di voto: raggiunta l’età preposta, hai facoltà di votare… cittadini onesti.
In caso contrario, di che parliamo?
Infatti, di che, ma ci arrivo.
Di seguito, vi fu l’arresto di chiunque avesse acquistato prodotti di marchi rei di uno qualsiasi tra i crimini tipici delle aziende, soprattutto le multinazionali. Sfruttamento del lavoro minorile, inquinamento, mancato rispetto dei diritti umani, fate voi.

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Brano fantastico sulla famiglia

“Non esagerare…”
“Non sono io che esagero, è lei che lo è.”
“Cosa?”
“Esagerata.”
“Cosa vuol dire che la nonna è esagerata, mammina?”
“Ecco, la vedi?”
“Intende che la nonna è un po’ apprensiva, cara, come tua madre, del resto.”
“Corradino?”
“Cosa?”
“Potresti evitare di parlare di me come se non ci fossi?”
“Scusa.”
“Ma insomma… possibile che oltre a registrare video e audio, scattare foto e inviare immagini non ci sia altro modo per comunicare con i miei genitori? Come si chiamava quella cosa che si usava un tempo…”
“Scrittura, mammina.”

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Brano sulla povertà di poveri e più poveri

L’affermazione più portentosa non riguardava la reale distribuzione delle fortune, più o meno guadagnate lecitamente, bensì la natura del presente e del futuro per i quali le varie cittadinanze sceglievano di impegnare il loro tempo.
Certo, un pugno di riccastri su un piatto e miliardi di esistenze a tempo ridotto sull’altro è immagine inaccettabile, ma la squillante contraddizione riguardava la bilancia stessa, stretta nelle mani della metà mancante.
Nel dettaglio, a fronte di una popolazione di sette miliardi e mezzo di persone, al netto di tre miliardi e settecento mila disgraziati e i famosi quarantadue, ce n’era da riempire interi continenti.
Per la precisione, tre miliardi e ottocento mila vite, in breve noi...

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Favola sul riscaldamento globale e Tom

Allora, con doverosa pazienza, potresti spiegargli: “El Niño, Tom, è quel fenomeno climatico che causa un notevole riscaldamento dell'Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale, in particolare nei mesi di dicembre e gennaio circa ogni cinque anni. Ti è chiaro, Tom? Ti è chiaro quanto fa caldo?”
Tuttavia, il nostro potrebbe rimanere impassibile anche innanzi a siffatta delucidazione, peraltro aggravante della situazione.

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Favola sugli immigrati e la propaganda

Quarto, lavora incessantemente mirando a un solo obiettivo: la gente deve aver paura di quelli con i capelli rossi.
Quinto, semina con cura e prima o poi comincerai a raccogliere i frutti.
Vedrai che arriverà il giorno in cui ascolterai i seguenti slogan.
La razza bruna va protetta dai rosci, i pel di carota ci stanno invadendo, quelli con i capelli rossi si tingono per confondersi tra noi, proponiamo un controllo accurato della ricrescita, secondo la scienza quelli con i capelli rossi sono meno intelligenti, una miss Italia rossa non è accettabile, ci sono troppi calciatori con i capelli rossi nel nostro campionato...

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Favola sull'amore nel futuro

In che senso dici finalmente…
E tu?
L’ho chiesto prima io.
Be’, io intendevo nel senso letterale, alla fine.
Alla fine di cosa?
Del solito corteggiamento virtuale, ecco. Siamo andati avanti per mesi…
E tu? Cosa intendevi?
Lo stesso.
Capisco.
Allora, che facciamo, silenziamo le varie chat? Ho un enorme desiderio di stare solo con te, Caterina.
Già, concordo.
Che bel locale, vero?

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Brano sui diritti umani: gli schiavi moderni

In un’altra stanza si divoravano altri tipi di doni, in modo ulteriore, ma ben peggiore.
Il cliente di siffatto viaggio nell’inferno altrui vi entrava per alimentarne fiamme e ferite a suo personale godimento, azzannava carne viva come se fosse stata materia virtuale, con la malata illusione di essere su una specie di ottovolante, ovvero immerso in un video gioco, dove nessuno si fa male e al game over puoi vantarti con gli amici del record raggiunto.
Era un gioco, veniva considerato alla stregua di un passatempo, il lento maciullare di anime.
E se questo accade in vita, laddove esista davvero, non oso pensare cosa sarà l’Ade per i colpevoli di tanto.

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Replica a Trump sui cesso di paesi

E’ del 2012 un interessante aneddoto.
In quell’anno gli archeologi hanno scoperto quello che si ritiene essere il primo cesso del sud-est asiatico, in un villaggio neolitico di Rạch Núi, nel sud del Vietnam. Il nostro risale al 1500 prima di Cristo e ci ha fornito attendibili indizi sulla dieta dell’epoca, nella fattispecie pesce e carne, oltre alla natura dei parassiti che mettevano a dura prova la digestione.
In altre parole, dimmi in quale cesso vai e ti dirò ciò che mangi e cosa ti provochi brucior di stomaco.
Nell’epoca dello spionaggio totale del cittadino medio, ormai ridotto a una sorta di colabrodo di dati sensibili - di cui lei e i suoi predecessori ne fate copioso uso - questa è roba che vale, cribbio, sia per l’industria alimentare che quella dei lassativi.

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Brano per riflettere: l'uomo e la strada

I traguardi indispensabili nascono da formidabili intuizioni palesatesi troppo presto.
E se non v’è ricetta e neppure la carta sui cui scriverla, l’immaginazione che la crea ha bisogno di aiuto.
Ha bisogno di me.
Di me e di ciò che sono stato.
Uno tra coloro che ha camminato perché ha trovato terra sotto i piedi.
E che si è emozionato grazie a tragitti che valgono il prezzo più dell’arrivo stesso.
Uno dei molti che hanno potuto godere di un gratuito e silenzioso sacrificio...

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Brano sui migranti negli USA

La legge dei migranti, la quale obbliga qualsivoglia agente della pubblica sicurezza a garantirla al prossimo come unica e prioritaria missione, proteggendo l’indifeso dal pericolo reale e non dalla sua stessa paura.
Impedendo che subisca abusi concreti e non generati dalle bugie iniettategli nel cuore.
Assicurando l’incolumità dei propri simili e non della loro fobia per l’ignoto.
Per tutto questo c’è giustappunto il dottore di cui sopra, nel caso specializzato nei tanto sottovalutati virus della mente.
Come non citare, poi, l’amministratore del bene comune, locale o con orizzonti ben più vasti tra le proprie responsabilità.
Basterebbe la definizione stessa per indicar la via al nostro...

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