La diversità aiuta l'economia

Ad ulteriore sostegno del post di ieri, ecco oggi dal Wall Street Journal le parole di Janet Yellen, la prima donna a guidare la Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti) nei suoi 100 anni di storia: la Fed si è impegnata ad aumentare il livello di diversità nella professione economica sia tra gli impiegati che nella stessa istituzione, dato che i vantaggi della diversità sono evidenti in vari e frequenti aspetti della ricerca economica e finanziaria.


Qui il resto dell'articolo.

La diversità è redditizia

Secondo un rapporto pubblicato oggi dall’Università Nazionale di Singapore, le aziende con un tasso maggiore di diversità nelle loro sale di rappresentanza si trovano ad essere più redditizie.
La relazione annuale, sulla base di 676 società quotate dalla Borsa di Singapore, ha rilevato che le compagnie che hanno una maggiore presenza femminile nella parte direttiva, membri provenienti da almeno due gruppi etnici e con differenze di età più grandi, godono di una media di 5,1 per cento quale surplus nel rendimento delle attività, molto meglio rispetto all’1,1 per cento delle imprese che non so avvalgono di tale differenziazione.
E poi dicono che chi si impegna a favore dell'intercultura è un buonista e ingenuo sognatore con nessun senso della realtà…

Qui, l'intero articolo (Today Singapore)

Teatro e Logopedia: emozioni e sentimenti

La domanda che faccio più spesso all'inizio degli incontri con i gruppi di ragazzi più grandi è la seguente: come ti senti oggi?
I giovani arrivano trafelati, con in testa ancora gli avvenimenti scolastici o il rimprovero del genitore, il desiderio mancato di andare a giocare a pallone con gli amici invece di venire al centro e così via.
Credo pertanto che sia importante chiedere loro come stanno, come si sentono, per permettergli di mettere a fuoco e dar voce allo stato d'animo che provano in quel momento.
Naturalmente la prima risposta è bene.
Una volta che spiego loro che equivale a dire poco più di nulla, fanno tutti il tentativo di "ascoltarsi" e provano a trovare un'altra parola per descrivere ciò che sentono.
Anche le colleghe presenti nella stanza sono coinvolte in questo gioco e spesso il loro esempio è di grande aiuto ai ragazzi: esploriamo parole come "appesantito", "demoralizzato", "energico", "motivato", "insofferente", "sollevato", e così via.
Questo, oltre ad ampliare il loro vocabolario, dona un nome a ciò che provano rendendoli più consapevoli di se stessi.
Ma non è finita qui.
Una volta che abbiamo parlato tutti, scrivo le parole che sono emerse su foglietti, li piego e chiedo ai ragazzi di sceglierne uno a caso. Ciascuno quindi si trova con in mano uno degli stati d'animo poc'anzi nominato, su cui deve costruire un personaggio.
L’altro ieri abbiamo improvvisato quindi una scena in classe, in cui abbiamo chiesto ad una delle colleghe di interpretare la professoressa, mentre la sottoscritta insieme ai ragazzi eravamo gli alunni. Abbiamo dato vita a scene davvero divertenti, con il compagno depresso accanto all'energico, l'assonnato al banco col distratto, e l'ansioso interrogato alla cattedra. Tutti hanno fatto del loro meglio per rendere il personaggio (a volte abbiamo ripetuto più volte l'improvvisazione per migliorare i dialoghi), in questo scambio di emozioni rielaborate insieme, scoprendo qualcosa di nuovo di noi.
Perché fare teatro, tra le altre cose, vuol dire conoscersi meglio.

Cecilia Moreschi

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Diversità nella tv britannica

Secondo un recente studio da parte del Creative Diversity Network, la BBC deve fare ancora molto in tema di divesità.
Come dire, anche all'estero non è che sia il paradiso.
Difatti, dal report emerge che le donne, gli anziani, le minoranze etniche, i diversamente abili e persone LGBT restano poco rappresentati rispetto ai maschi e ai giovani.
Le percentuali delle rispettive categorie citate presenti sul piccolo schermo sono:
Donne: 42%
Persone sopra i 55 anni: 16.1%
Minoranze etniche: 13.4%
Diversamente abili: 2.5%
LGBT: 1%

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La diversità dell'Islam

Oggi vi segnaliamo l'interessante articolo sul New York Times del giornalista due volte vincitore del Premio Pulitzer Nicholas Kristof: "La caricatura dell'Islam come una religione violenta e intollerante è terribilmente incompleta. Ricordate che quelli che si ergono contro i fanatici musulmani sono in maggioranza musulmani."


Da leggere, qui.

La diversità produce risultati migliori

Vi segnaliamo oggi le parole di Tidjane Thiam, il primo nero a diventare amministratore delegato di un'azienda presente nelle prime cento tra le più capitalizzate alla Borsa di Londra: "Qui non si sta promuovendo la diversità per il bene della diversità, ma perché produce migliori prestazioni. Diversità e meritocrazia vanno mano nella mano, i vantaggi sono evidenti per una organizzazione globale. La diversità porta ad un migliore processo decisionale; indipendenza di giudizio e diversità di opinione sono ciò che si desidera in qualsiasi squadra ad alte prestazioni. Le squadre, le imprese e i paesi che abbracciano la diversità vinceranno alla fine."

Biodiversity La diversità della vita

Oggi vi segnaliamo il percorso didattico-educativo denominato “BIODIVERSITY – La diversità della vita”, realizzato dal Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo in collaborazione con l’Ecomuseo di Cascina Moglioni, grazie al contributo della Fondazione CRT: Il progetto prende spunto da un recente studio del biologo britannico Mark Pagel che, applicando la regola di Rapoport alle lingue, ha messo in relazione la biodiversità delle specie animali e vegetali con la diversità linguistica e culturale delle popolazioni umane del pianeta.


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La bellezza della diversità video

Oggi vi segnaliamo l'eccezionale video dal titolo Chiang Mai - The beauty of diversity, che ha vinto il secondo premio al TAT Newsroom Contest 2014 nella categoria video documentari.


La diversità delle lingue

Il 26 settembre scorso è stata celebrata la Giornata Europea delle Lingue.
Dal sito West-info.eu:
"Istituita nel 2001 dal Consiglio d’Europa", racconta Annalisa Lista, "è un momento importante per diffondere il concetto di diversità culturale che unisce. E non il contrario. All’interno dell’Unione Europea, sono 24 le lingue ufficiali, alle quali si aggiungono 60 lingue regionali e minoritarie e 175 idiomi parlati dai migranti. Mille sono le opportunità offerte dalle istituzioni per imparare nuove lingue e trarne ricchezza..."

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