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Anniversario dell'UNICEF con i Narratori per la pace (Storytellers for Peace)

Celebriamo il 75° anniversario dell'UNICEF con la favole e i pensieri degli Storytellers for Peace ( Narratori per la Pace ). In ordine di apparizione : Barry Stewart Mann (narratore, educatore, attore e autore, USA) Lisi Amondarain (narratrice, argentina) Alessandro Ghebreigziabiher (scrittore, drammaturgo, narratore, attore teatrale e regista, fondatore e coordinatore, Italia) Carla senza di Noi Band (Roberto Moreschi, chitarra, Orfeo Federici, basso, Vincenzo Coratella, percussionista, Italia) Hamid Barole Abdu (scrittore, narratore e poeta, Eritrea) Oriana Fiumicino (scrittrice, drammaturga e narratrice, Italia) Joerg Baesecke (scrittore e narratore, Germania) D.M.S. Ariyrathne (narratore, Sri Lanka) Sandra Burmeister G. (scrittrice, attrice, narratrice e pedagogista teatrale, Cile) Cecilia Moreschi (teatroterapista, drammaturga, attrice teatrale e regista, Italia) Jozé Sabugo (narratore, insegnante, attore teatrale e regista, Portogallo) Suzanne Sandow (regista, attrice, nar

Hollywood e diversità: 2015 e 2014 a confronto

“Quando si tratta di diversità a Hollywood”, sostiene Donna Dickens su Hitfix.com, “sembra che stiano giocando con la regola ‘due passi avanti e uno indietro’. Mai è più evidente questa mancanza di rappresentazione osservando la copertina di Vanity Fair del prossimo numero di marzo dedicato come di consueto al cinema (subito dopo gli Oscar N.d.T.).


“Purtroppo il 2015 non fa eccezione. Questa immagine è particolarmente sconcertante rispetto all'anno scorso, dove Vanity Fair sembrava aver capito che stiamo vivendo nel 21° secolo, con il suo più multietnico numero su Hollywood. Come potete vedere, un buona metà degli attori nella foto erano neri.


“Si potrebbe dire che Vanity Fair sia solo un riflesso del problema sistematico della diversità nell’intrattenimento, e avreste ragione. Ma questo non significa che non ci siano attori neri là fuori tutto l'anno, ogni anno dando loro tutto in un settore che tende a trascurarli. In un campo in cui l’apparire sulle copertine delle riviste più ambite comporta la possibilità di ottenere progetti per decollare, questo è un chiaro handicap.”

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