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Anniversario dell'UNICEF con i Narratori per la pace (Storytellers for Peace)

Celebriamo il 75° anniversario dell'UNICEF con la favole e i pensieri degli Storytellers for Peace ( Narratori per la Pace ). In ordine di apparizione : Barry Stewart Mann (narratore, educatore, attore e autore, USA) Lisi Amondarain (narratrice, argentina) Alessandro Ghebreigziabiher (scrittore, drammaturgo, narratore, attore teatrale e regista, fondatore e coordinatore, Italia) Carla senza di Noi Band (Roberto Moreschi, chitarra, Orfeo Federici, basso, Vincenzo Coratella, percussionista, Italia) Hamid Barole Abdu (scrittore, narratore e poeta, Eritrea) Oriana Fiumicino (scrittrice, drammaturga e narratrice, Italia) Joerg Baesecke (scrittore e narratore, Germania) D.M.S. Ariyrathne (narratore, Sri Lanka) Sandra Burmeister G. (scrittrice, attrice, narratrice e pedagogista teatrale, Cile) Cecilia Moreschi (teatroterapista, drammaturga, attrice teatrale e regista, Italia) Jozé Sabugo (narratore, insegnante, attore teatrale e regista, Portogallo) Suzanne Sandow (regista, attrice, nar

Selfie per la diversità in Birmania

Con gli hashtag #myfriend e #friendship_has_no_boundaries (l'amicizia non ha confini) una campagna di selfie in Birmania promuove la tolleranza e l'amicizia per rispondere ai casi crescenti di odio, discriminazione e violenza lungo il paese.
La campagna su Facebook è guidata da giovani provenienti da Yangon, la città più grande della Birmania, e ha lanciato l’idea lo scorso aprile, chiedendo al pubblico di posare con dei selfies con i loro amici, che appartengono a diverse etnie o religioni.
Dal 2012, si sono verificati scontri intermittenti tra alcuni buddisti e minoranze musulmani nelle zone centrali, occidentali e settentrionali del paese, dove case sia buddiste che delle comunità musulmane sono state bruciate e migliaia di persone sono state sfollate.
La più grave violenza ha avuto luogo nel mese di ottobre 2012 nello stato del Rakhine, nella Birmania occidentale, dove musulmani Rohingya vivevano nei campi profughi vicino alla città di Sittwe. Il governo birmano considera i Rohingya come dei clandestini.
Allo stesso tempo, l'incitamento all'odio e alla violenza è stato diffuso online sui social media, creando un’atmosfera di intolleranza e razzismo.
Ecco un’immagine della campagna per dimostrare che le persone, in particolare i giovani, sono determinate a porre fine all'odio, mostrando rispetto e amicizia:


Qui il resto dell’articolo con altre foto.