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Anniversario dell'UNICEF con i Narratori per la pace (Storytellers for Peace)

Celebriamo il 75° anniversario dell'UNICEF con la favole e i pensieri degli Storytellers for Peace ( Narratori per la Pace ). In ordine di apparizione : Barry Stewart Mann (narratore, educatore, attore e autore, USA) Lisi Amondarain (narratrice, argentina) Alessandro Ghebreigziabiher (scrittore, drammaturgo, narratore, attore teatrale e regista, fondatore e coordinatore, Italia) Carla senza di Noi Band (Roberto Moreschi, chitarra, Orfeo Federici, basso, Vincenzo Coratella, percussionista, Italia) Hamid Barole Abdu (scrittore, narratore e poeta, Eritrea) Oriana Fiumicino (scrittrice, drammaturga e narratrice, Italia) Joerg Baesecke (scrittore e narratore, Germania) D.M.S. Ariyrathne (narratore, Sri Lanka) Sandra Burmeister G. (scrittrice, attrice, narratrice e pedagogista teatrale, Cile) Cecilia Moreschi (teatroterapista, drammaturga, attrice teatrale e regista, Italia) Jozé Sabugo (narratore, insegnante, attore teatrale e regista, Portogallo) Suzanne Sandow (regista, attrice, nar

Conoscere altre lingue aiuta la diversità

Secondo un recente studio di Developmental Science (Scienza dello sviluppo), ci sono diversi
vantaggi nell’imparare una nuova lingua, l'ultimo dei quali riguarda una migliore comprensione (e accettazione) della diversità.
Lo studio ha testato un totale di 48 bambini tra i 5 e i 6 anni monolingui, bilingui simultanei (che studiano due lingue contemporaneamente), e bilingui sequenziali (che apprendono una lingua, poi un altra). I ricercatori hanno raccontato ai ragazzi storie di bambini inglesi adottati da italiani e anatre allevate da cani. In seguito, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti: i bambini adottati, una volta cresciuti, parleranno Inglese o Italiano? E le anatre? Quale verso faranno? Quack oppure bau?
Quale risultato, i bambini bilingui sequenziali hanno risposto Italiano alla prima domanda, ma hanno detto lo stesso per le anatre. Non solo pensavano che le anatre allevate dai cani avrebbero abbaiato, ma credevano anche che avrebbero corso invece di volare.
I bilingui in generale hanno dimostrato di avere un vantaggio.
"Tutti hanno mostrato alcuni errori nel loro pensiero, ma ogni gruppo ha compiuto diversi tipi di errori," ha dichiarato l’autrice dello studio, Krista Byers-Heinlein. "I monolingui sono più propensi a pensare che tutto è innato, mentre i bilingui sono più propensi a pensare che tutto si impara."

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