Teatro e Logopedia: emozioni e sentimenti

La domanda che faccio più spesso all'inizio degli incontri con i gruppi di ragazzi più grandi è la seguente: come ti senti oggi?
I giovani arrivano trafelati, con in testa ancora gli avvenimenti scolastici o il rimprovero del genitore, il desiderio mancato di andare a giocare a pallone con gli amici invece di venire al centro e così via.
Credo pertanto che sia importante chiedere loro come stanno, come si sentono, per permettergli di mettere a fuoco e dar voce allo stato d'animo che provano in quel momento.
Naturalmente la prima risposta è bene.
Una volta che spiego loro che equivale a dire poco più di nulla, fanno tutti il tentativo di "ascoltarsi" e provano a trovare un'altra parola per descrivere ciò che sentono.
Anche le colleghe presenti nella stanza sono coinvolte in questo gioco e spesso il loro esempio è di grande aiuto ai ragazzi: esploriamo parole come "appesantito", "demoralizzato", "energico", "motivato", "insofferente", "sollevato", e così via.
Questo, oltre ad ampliare il loro vocabolario, dona un nome a ciò che provano rendendoli più consapevoli di se stessi.
Ma non è finita qui.
Una volta che abbiamo parlato tutti, scrivo le parole che sono emerse su foglietti, li piego e chiedo ai ragazzi di sceglierne uno a caso. Ciascuno quindi si trova con in mano uno degli stati d'animo poc'anzi nominato, su cui deve costruire un personaggio.
L’altro ieri abbiamo improvvisato quindi una scena in classe, in cui abbiamo chiesto ad una delle colleghe di interpretare la professoressa, mentre la sottoscritta insieme ai ragazzi eravamo gli alunni. Abbiamo dato vita a scene davvero divertenti, con il compagno depresso accanto all'energico, l'assonnato al banco col distratto, e l'ansioso interrogato alla cattedra. Tutti hanno fatto del loro meglio per rendere il personaggio (a volte abbiamo ripetuto più volte l'improvvisazione per migliorare i dialoghi), in questo scambio di emozioni rielaborate insieme, scoprendo qualcosa di nuovo di noi.
Perché fare teatro, tra le altre cose, vuol dire conoscersi meglio.

Cecilia Moreschi

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