Spettacolo di teatro narrazione contro la guerra

Ottobre 2008. Siamo poco fuori Baghdad, in Iraq.
Rukia e Hash ignoravano cosa sarebbe accaduto quella mattina.
La sera precedente, la donna era andata a letto presto, dopo un litigio con il compagno.
Avete presente quelle discussioni inutili, sterili, che sono solo un pretesto per svuotare il cuore e la pancia delle tensioni provenienti da ogni dove fuorché l’attimo presente e soprattutto la persona con la quale ci contendiamo le ragioni?
Ecco, ai nostri non capitava mai.
Fin da quando si erano incontrati, i due erano riusciti sempre a evitare di perdere il comune tempo per tali sprechi.
Ci era voluta l’ennesima guerra per macchiare, diciamo così, il loro curriculum di coppia perfetta.
Ciò nonostante, come a rendere pan per focaccia all’invasore della loro serenità, era intervenuto l’amore bendato.
O sesso che ci vede benissimo, come preferite.
Sta di fatto che quella mattina, senza dirsi nulla, come se una forza invisibile guidasse i loro corpi, Rukia e Hash presero a baciarsi, abbracciarsi, accarezzarsi e tutto quello che la pelle dell’una era capace di donare a quella dell’altro e viceversa.
Fu così che il piccolo Hani venne invitato al mondo...


Dallo spettacolo teatrale Nostro figlio è nato

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