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Sabato 13 Gennaio 2018, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Ubik – Via Adige 2, Monterotondo (RM) - Ingresso libero

Essere l'unica studentessa nera in classe

Oggi condividiamo con voi un’interessante testimonianza di Yvanna Saint-Fort: Essere l'unica ragazza di colore in classe è una di quelle cose che una volta che si nota, non è possibile più farne a meno.
Non ricordo la prima volta che mi sono resa conto di essere l'unica persona di colore in classe, ma è diventato un problema nel mio secondo anno di liceo.
Nella mia classe di inglese, uno dei testi assegnati è stato "Un grappolo di sole", di Lorraine Hansberry.
Il libro è stato scritto come un’opera teatrale e, durante le lezioni, gli studenti si sono alternati a leggere le battute per farlo sentire più come uno spettacolo vero e proprio. Il libro è ambientato a Chicago durante il 1950, un periodo razziale teso sulla scia del movimento per i diritti civili.
I personaggi nell’opera usano la parola 'negro', e la mia insegnante ha ritenuto che fosse importante recitare la parola reale ad alta voce, al contrario di sostituzioni politically correct.
La sua decisione era per scopi letterari, e io fui d'accordo con questo. L'uso del termine effettivo potrebbe contribuire a contestualizzare la storia e mostra la sua evoluzione dispregiativa, un distacco completo dal moderno e quotidiano uso colloquiale del termine.
Ma ciò con cui dissentii è stato quando ha guardato me prima di prendere la sua decisione.
Sono stata interrogata di fronte a tutta la classe. Io ero l'unica studentessa nera in una stanza di 20 alunni, e lei mi ha chiesto se volessi che la classe utilizzasse la suddetta parola.
Sapevo che avesse buone intenzioni.
Tuttavia, in quel momento, mi sono sentita come se mi fosse stato detto: "Guarda, visto che sei nera, e questa parola è associata con te, facci sapere se va bene usarla o meno."
Sono stata messa in mezzo e innanzi al rischio di mostrarmi culturalmente ipersensibile come ragazza nera ho detto che andava bene.
In quell’istante, avere tutti gli occhi nella stanza fissati su di me, è stato molto peggio degli sguardi rubati laddove il soggetto della schiavitù o del movimento dei diritti civili era stato tirato in ballo.
In tali situazioni, ho potuto rimuovere quegli sguardi come frutto di ignoranza. Solo perché la mia pelle è di colore marrone e i miei capelli sono ricci non vuol dire che io conosca ogni microcosmo di informazioni relative a tali movimenti sociali…

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